Amianto - Storia


L’amianto era conosciuto fin dall’antichità per le sue doti incombustibili: i Persiani, i Greci, i Romani avvolgevano i cadaveri in tessuti di amianto per ottenere ceneri bianche. I termini amianto e asbesto, sono sinonimi derivano dal greco e significano rispettivamente immacolato e inestinguibile. Venne anche usato come applicazione nella chimica e nella medicina.

Successivamente, con lo sviluppo industriale, l’amianto fu utilizzato per la sua resistenza al calore provocato dal vapore; lo si utilizzava in guarnizioni, tessuti e materiali da coibentazione sostituendo lana, cotone, lino e gomma.

A partire dal 1903, quando venne impiegato nella metropolitana di Parigi, l’impiego dell’amianto come mezzo per la protezione dal pericolo di incendio ha iniziato la sua ascesa in molteplici prodotti nei vari settori: protezione di edifici, navi, treni, metropolitane… potrebbero trovarsene tracce in lastre per le coperture, pannelli di controsoffittatura, canne fumarie, tubazioni, cassoni per l'acqua, pavimenti in vinyl-amianto-linoleum, oltre che in matrice friabile come coibentante di tubazioni, caldaie, eccetera

La sua accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l’uso in molti paesi (in Italia l’impiego dell’amianto è fuori legge dal 1992 – primo tra i Paesi Europei); le polveri di amianto, respirate, provocano infatti l’asbestosi, nonché i tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il carcinoma polmonare.

L’insieme dei prodotti contenenti amianto si suddivide in due importanti raggruppamenti in funzione  delle caratteristiche dei manufatti e della loro conseguente pericolosità:
- Prodotti a matrice compatta (l’amianto è abbinato ad un legante, solitamente cemento, per la realizzazione di elementi solidi (compatti) tipo lastre, tubi, ecc.)
- Prodotti a matrice friabile (in questo caso l’amianto non è legato con il cemento: intonaci spruzzati, prodotti tessili, lana per coibentazioni, ecc.)