Amianto

Amianto o, più raramente, asbesto, sono i termini usati per indicare una famiglia di minerali a struttura fibrosa (silicati) comunemente reperibili in natura e molto resistenti.
Esistono diversi tipi di amianto ma tutti hanno una caratteristica comune: si tratta di materiali fibrosi, costituiti da silicati di alluminio, ferro e magnesio, derivati da una roccia minerale con struttura finemente fibrosa.
Questi minerali hanno un’elevata resistenza al fuoco e al calore, all’azione di agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura. Le fibre di amianto possono essere filate e tessute, hanno una particolare affinità per la gomma e per il cemento; tutte queste particolari caratteristiche tecniche unite al basso costo ne hanno favorito la diffusione e l’impiego in svariate applicazioni.

Attualmente in Italia si stima che vi siano in esercizio circa 1,2-1,5 miliardi di metri quadri di lastre di copertura in cemento amianto (poco meno della metà della Val d’Aosta)

Informazioni generali

Storia

L’amianto era conosciuto fin dall’antichità per le sue doti incombustibili: i Persiani, i Greci, i Romani avvolgevano i cadaveri in tessuti di amianto per ottenere ceneri bianche. I termini amianto e asbesto, sono sinonimi derivano dal greco e significano rispettivamente immacolato e inestinguibile. Venne anche usato come applicazione nella chimica e nella medicina.
Successivamente, con lo sviluppo industriale, l’amianto fu utilizzato per la sua resistenza al calore provocato dal vapore; lo si utilizzava in guarnizioni, tessuti e materiali da coibentazione sostituendo lana, cotone, lino e gomma.

Effetti sulla salute

Tutte le fibre di amianto, anche grazie alla loro capacità di suddividersi longitudinalmente, hanno diametri sufficientemente piccoli (inferiori a 3 micron) da essere respirate e penetrare profondamente negli alveoli polmonari. Grazie alla loro resistenza ad acidi e ad alcali, queste fibre hanno una straordinaria bioresistenza, ovvero permangono negli alveoli polmonari resistendo agli attacchi dei macrofagi, in realtà questi muoiono nel tentativo di eliminare le fibre stimolando una reazione infiammatoria che sta all’origine della lesione asbestosica.
L’amianto comporta dei rischi per la salute che possono tradursi in un’azione tossica con l’asbestosi e un’azione cancerogena con varie patologie tra le quali il cancro polmonare e il mesotelioma.

Obblighi

Il datore di lavoro e/o il proprietario dell’immobile hanno l’obbligo dell’accertamento della presenza di amianto negli edifici (ai sensi del D. M. del 6 settembre 1994), qualora venga riscontrata la presenza di amianto, il proprietario dell’immobile (o il responsabile dell’attività che si svolge nell’edificio) deve attuare un programma di controllo e di manutenzione dei manufatti compromessi al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti. Al soggetto attiene la responsabilità di valutarne il rischio (come previsto dal D.Lgs. 257/06) o demandare l’incarico a personale in grado di valutare le condizioni dei materiali, redigendo un dettagliato rapporto corredato da documentazione fotografica da trasmettere all’ASL competente.