Bonifiche Aree Inquinate

La qualità delle varie matrici ambientali (suolo, aria, acqua) può essere considerata buona ovvero “non contaminata” qualora non provochi danni all’uomo, alla fauna ed alla flora.

La normativa attualmente in vigore (D.L. 152/06) sancisce l’obbligo di intervenire ove si sia verificato e/o accertato l’inquinamento di un’area secondo le indicazioni riportate nel titolo V della legge citata.


Interveniamo con personale qualificato nella progettazione ed operatività nelle seguenti fasi:

caratterizzazione (piano di indagini, elaborazione modelli concettuali, ubicazione punti di campionamento, analisi acque e terreni)
progetto di bonifica
esecuzione di interventi di bonifica, ripristino ambientale e messa in sicurezza
analisi di rischio

Possiamo gestire procedure d’urgenza e/o semplificate.



Caratterizzazione Siti Contaminati

La caratterizzazione dei siti contaminati è l’insieme di attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali in modo da ottenere le informazioni di base per la realizzazione di messa in sicurezza e/o bonifica. Si articola nelle seguenti fasi:

ricostruzione storica delle attività produttive svolte sul sito
elaborazione modello concettuale preliminare del sito e predisposizione di un piano d'indagine ambientale finalizzata alla definizione dello stato del suolo, sottosuolo ed acque
esecuzione piano d'indagine (con indagini integrative se necessarie, alla luce dei primi risultati raccolti)
elaborazione dei risultati delle indagini eseguite e dei dati storici raccolti, rappresentazione dello stato di contaminazione del suolo, sottosuolo e acque
elaborazione del modello concettuale definitivo
identificazione degli eventuali interventi di messa in sicurezza e/o bonifica



Tecniche di bonifica

La bonifica di un sito inquinato è finalizzata ad eliminare l’inquinamento delle matrici ambientali o a ridurre le concentrazioni delle sostanze inquinanti entro i valori soglia di contaminazione (CSC) stabiliti per la destinazione d ’uso prevista o ai valori di concentrazione soglia di rischio (CSR) definiti dall’analisi del rischio sito specifica.

Le tecniche di bonifica da noi adottate possono essere diverse secondo le necessità e i contaminanti:

lavaggi (on site e off site, sia di tipo fisico che chimico-fisico) applicabile ogni volta che abbiamo contaminanti solubili in acqua (metalli), contaminanti in fase non acquosa (NAPL), contaminati volatili (VOC) e semi-volatili (SVOC), PCB, Pesticidi alogenati, Diossine, Furani e cianuri>
SVE (Soil Vapour Extraction) efficace su composti organici volatili (VOC) e semi-volatili (SVOC) quali prodotti petroliferi (benzine);
Inertizzazione (stabilizzazione e/o solidificazione);
Barriere idrauliche utilizzate soprattutto per estrarre dal sottosuolo contaminanti in fase gassosa e/o liquida nonché inquinanti in fase separata (idrocarburi);
Degradazioni aerobiche;
Bioventing utilizzato in caso di idrocarburi petroliferi, solventi non  clorurati, alcuni pesticidi ed altri composti organici;
Phytoremediation (utilizzo di piante per l’estrazione dei contaminanti) applicabile con metalli pesanti, solventi clorurati, PCB, alcuni pesticidi;
Biopile applicabile con composti organici volatili non alogenati, derivati del petrolio;
Slurry bioremediation applicabile con SVOC non alogenati, VOC non alogenati



Analisi del rischio

Secondo il D.L. 152/06 si deve attuare un’analisi di rischio per definire le Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) del sito ogni qualvolta venga rilevato il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC), questa Analisi serve a determinare le specificità di un determinato sito in quanto diverso da qualunque altra area.

Per la definizione del rischio ambientale sito specifico, esistono diversi codici di calcolo sia di tipo probabilistico sia del tipo deterministico. Nell’applicazione dell’analisi di rischio occorre tenere presente i seguenti concetti:
la grandezza del rischio ha costantemente al suo interno valori probabilistici; la probabilità non è legata all’evento della contaminazione (già avvenuta) quanto alla natura probabilistica degli effetti nocivi che la contaminazione, o meglio, l’esposizione ad un certo contaminante, può avere sui recettori finali
per una corretta accettazione dei risultati finali dovrà essere posta particolare cura nella scelta dei parametri da utilizzare nei calcoli, scelta che dovrà tenere conto sia dei principi di conservatività sia quelli sito specifici ricavati dalle indagini di caratterizzazione

L’individuazione e l’analisi dei potenziali percorsi d’esposizione, dei bersagli e degli obbiettivi di bonifica, devono tenere presente la destinazione d’uso del sito prevista dagli strumenti urbanistici.

Per una corretta analisi di rischio dovranno essere parametrizzati i seguenti componenti:
superamento delle CSC
livelli di tossicità
grado di mobilità e persistenza nelle varie matrici ambientali
correlabilità ed attività svolta nel sito
frequenza dei valori superiori alle CSC

Per effettuare un’analisi di rischio efficace bisogna avere una profonda conoscenza delle caratteristiche della contaminazione, della geologia e idrologia locale, delle modalità di trasporto dei contaminanti e delle caratteristiche dei recettori.